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THE POWER OF KINDNESS

Anno scolastico 2025/2026

Progetto di avviamento al CLIL: percorso interdisciplinare in lingua inglese che ha coinvolto Lingua inglese, Arte e immagine, Musica ed Educazione civica.

Progetto Realizzato

Presentazione

Data

dal 3 Novembre 2025 al 29 Maggio 2026

Descrizione del progetto

Nelle classi 3A della scuola primaria VIA VERROTTI SUD  e 3C della scuola primaria DON BRUNO CICCONETTI è stato realizzato questo percorso interdisciplinare in lingua inglese che ha coinvolto più aree disciplinari, Lingua inglese, Arte e Immagine, Musica ed Educazione civica.

Gli alunni e le alunne delle due classi, attraverso attività guidate e significative, hanno esplorato il tema della gentilezza, imparando a riconoscere e distinguere azioni gentili e non gentili. L’uso della lingua inglese è avvenuto in contesti concreti, attraverso semplici strutture comunicative, come la descrizione: “In this picture I can see…”, e l’ampliamento del lessico relativo ad azioni, emozioni e linguaggio visivo.

In particolare, sono stati introdotti e utilizzati i termini line/lines, texture/textures e color/colors, con le relative caratteristiche: bright colors e dark colors, spiky and soft lines, smooth and rough texture.

Il percorso ha previsto la realizzazione di un Kindness Mini-Book, in cui i bambini hanno rappresentato comportamenti positivi e negativi, associandoli a colori, linee e texture.

Metodologie e strategie

·         Routine musicale (canto con gesti) come attivatore emotivo e linguistico.

·         Didattica laboratoriale e learning by doing (produzione artistica).

·         Osservazione guidata di immagini e scaffolding linguistico (frasi-modello, riformulazioni).

·         Conversazione guidata e micro-check di comprensione (risposte brevi, scelta binaria).

Fil rouge / elementi ricorrenti

·         Messaggio ricorrente: “Be kind – We are kind”.

·         Canzone “The Kindness Song” come routine d’avvio.

·         Gentilezza come azioni e parole quotidiane.

·         Linee e texture (morbide/spigolose) come metafora visiva delle relazioni.

Risorse e materiali

·         Video/audio: “The Kindness Song”.

·         Immagini di situazioni (azioni gentili e non gentili).

·         Flashcard/word bank essenziale (kind, not kind, share, push, soft, spiky).

·         Fogli A4, matite, pastelli; post-it o cuori di carta.

Articolazione (6 incontri – 60 minuti ciascuno)

Incontro

Focus

Attività essenziali

Prodotto/Output

1

Routine + concetto di kindness

Canzone con gesti; osservazione immagine; kind/not kind; avvio lessico.

Partecipazione al canto; risposte guidate (kind/not kind).

2

Arte: linee come metafora

Soft vs spiky line; collegamento a comportamenti (sharing/pushing).

Bozza mini book (copertina + pagina 1).

3

Azione gentile: sharing

Descrizione guidata immagine; riformulazione: “Sharing is kind like a soft line.”

Pagina 1 mini book completata.

4

Azione non gentile: pushing

Descrizione guidata immagine; riformulazione: “Pushing is not kind like a spiky line.”

Pagina 2 mini book completata.

5

Emozioni e intenzioni

Micro-riflessione: How do you feel?; frasi modello: “I can share my… with…”

Produzioni orali brevi; completamento mini book.

6

Condivisione e restituzione

Presentazione guidata dei mini book; rinforzo messaggio “Be kind”.

Mini book finale + routine cantata consolidata.

Valutazione (formativa)

·         Osservazione sistematica durante routine, discussione guidata e laboratorio.

·         Indicatori: riconoscimento azioni gentili/non gentili; uso di 1–2 parole/strutture in inglese; partecipazione e rispetto dei turni; collaborazione.

·         Feedback immediato (riformulazioni, rinforzi, correzione non giudicante).

Inclusione e differenziazione

Premessa inclusiva

Per molti alunni con difficoltà di apprendimento, e in modo particolare per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento legati alla letto-scrittura, la lingua inglese rappresenta un ambito complesso e talvolta critico. La diversa corrispondenza tra suono e grafema e la presenza di lessico e strutture linguistiche non intuitive possono generare difficoltà nella decodifica e nella memorizzazione, rallentamento esecutivo, incertezza nella produzione orale, ansia da prestazione e timore di esporsi. Nei casi più fragili tali difficoltà rischiano di tradursi in vissuti di inadeguatezza, rinuncia progressiva al compito linguistico, riduzione della partecipazione e disinvestimento nella disciplina, al punto che la lingua straniera può trasformarsi da opportunità di crescita a fattore di esclusione cognitiva ed emotiva.

Analogamente, per gli alunni con background linguistico e culturale diverso, l’inglese si configura spesso come terza lingua con cui confrontarsi, dopo la lingua madre e l’italiano: questo può rappresentare un ulteriore carico cognitivo e affaticamento, con il rischio di alimentare insicurezza e chiusura. E tuttavia, proprio per questi alunni, l’inglese può diventare anche una lingua ponte, uno spazio comunicativo condiviso in cui sentirsi maggiormente alla pari con i compagni, accedere a forme più spontanee di interazione e costruire legami relazionali significativi. Parallelamente, gli alunni con disabilità possono incontrare ostacoli legati ai tempi di elaborazione, all’attenzione, alla memoria di lavoro o alla gestione della comunicazione in gruppo, con il rischio di una partecipazione marginale se le attività non sono pensate in modo intenzionalmente inclusivo.

Questo progetto nasce precisamente dalla volontà di capovolgere tale scenario. L’obiettivo non è semplificare o ridurre le richieste, ma rendere l’esperienza linguistica accessibile, sostenibile e realmente partecipabile da tutti, attraverso la personalizzazione intenzionale dei materiali didattici, l’utilizzo di mediatori visivi e iconici stabili, la riduzione e strutturazione del carico linguistico, l’uso coerente del colore come codice grammaticale e l’organizzazione delle attività in Cooperative Learning e peer tutoring come misura compensativa naturale. La lingua inglese non viene proposta come disciplina selettiva o prestazionale, ma come spazio di relazione, cooperazione e comunicazione, nel quale gli alunni con difficoltà di apprendimento e DSA, gli alunni con disabilità e gli alunni di origine straniera possano sperimentare successo, sicurezza, appartenenza al gruppo e pari opportunità di partecipazione, trasformando così una possibile area di fragilità in un contesto di crescita condivisa.

Metodologia e inclusione: approccio basato su Cooperative Learning, peer tutoring, personalizzazione dei materiali, mediatori iconici, sentence frames, uso del colore come codice grammaticale e facilitazioni dinamiche durante la produzione orale. I materiali sono progettati in ottica di Universal Design for Learning e adottati per l’intero gruppo classe come misura compensativa naturale e non stigmatizzante.

·         Scaffolding linguistico: scelta binaria (kind/not kind), ripetizione corale, riformulazione docente, frasi guida da completare.

·         Sentence frames e micro–strutture comunicative per sostenere la produzione orale (partecipazione prima della correttezza formale).

·         Mediatori visivi e iconici stabili (immagini, gesture, flashcard/word bank) disponibili per tutti.

·         Riduzione e strutturazione del carico linguistico; consegne brevi e progressive.

·         Uso coerente del colore come codice di supporto (organizzazione visiva e facilitazione, ove opportuno).

·         Cooperative Learning con ruoli espliciti e interdipendenza positiva; peer tutoring (“language buddy”).

·         Produzione multimodale (disegno + parole) e possibilità di risposte alternative/brevi per garantire successo e sicurezza comunicativa.

·         Tempi distesi e facilitazioni dinamiche (attenzione, memoria di lavoro, gestione del gruppo) per favorire partecipazione attiva.

Documentazione

Il percorso viene documentato attraverso elaborati grafici e visivi, mappe e schemi cromatici, materiali facilitati, eventuali registrazioni audio delle micro–produzioni orali (se autorizzate) e fotografie di attività cooperative significative.

Prodotti finali

·         Mini book d’arte “My Kindness Mini Book” (bianco e nero, A4 piegato a metà).

·         Partecipazione alla routine musicale con gesti.

·         Produzioni orali guidate (frasi brevi sul comportamento gentile).

Note organizzative

La canzone rimane invariata per tutta la durata del progetto e funge da routine. L’inglese viene utilizzato in modo funzionale per supportare i contenuti e la partecipazione, senza focalizzazione grammaticale esplicita.

Obiettivi

Finalità

Promuovere un clima di classe positivo e inclusivo attraverso il tema della gentilezza, sviluppando consapevolezza emotiva, competenze sociali e cittadinanza attiva, integrando linguaggi espressivi (musica e arte) con l’uso guidato della lingua inglese.

Competenze attese

·         Comprendere che la gentilezza genera benessere e relazioni positive.

·         Esprimere emozioni, idee e valori attraverso linguaggi diversi (inglese, arte, musica).

·         Agire in modo gentile, rispettoso e collaborativo nella comunità della classe.

Obiettivi di apprendimento (4C)

·         Content (contenuti): Riconoscere azioni, parole e atteggiamenti gentili/non gentili e gli effetti sul benessere relazionale.

·         Communication (lingua): Usare parole e frasi semplici in inglese per descrivere azioni (kind / not kind) ed esprimere semplici intenzioni (I can be kind…).

·         Cognition (pensiero): Riflettere su come le scelte comunicative e comportamentali influenzano le relazioni e la vita di classe.

·         Culture/Citizenship (cittadinanza): Promuovere empatia, rispetto e collaborazione come comportamenti di cittadinanza responsabile.

Partecipanti

Alunni e alunne della classe 3A della Scuola primaria "Via Verrotti Sud" e della classe 3C della Scuola primaria "Don Bruno Cicconetti"

Risultati

 

L’esperienza si è conclusa con la creazione di un elaborato materico finale, realizzato attraverso un approccio esperienziale: i bambini hanno pensato e rivissuto un momento di gentilezza e uno di non gentilezza, rielaborandoli e rappresentandoli visivamente nel proprio lavoro, attraverso materiali, colori e segni.

Proprio le parole, i colori e i materiali hanno reso la gentilezza un’esperienza concreta: visibile, esprimibile… e da toccare con mano, come qualcosa che, una volta scoperta, continua a lasciare il segno dentro e fuori di noi.